L'Etimo Fuggente

  • L'Etimo Fuggente

    Freschin

    Premessa. Tutti i nasi sono uguali, quantomeno tanto quanto lo sono gli uomini tra loro. Diverse sensibilità, diverse intelligenze, ma tanto all’autore quanto a Donald Trump quanto al lettore capiterà non di rado di sentire violata l’indolenza del proprio olfatto davanti a un più o meno intenso odore. Ma è semplicistico, quasi manicheo, accontentarsi di questa evidenza. Il nemico, per capirne le mosse, va prima di tutto identificato e gli va dato un nome. È a questo proposito che viene in soccorso quell’oceano approssimativo che sono i sinonimi italiani e quei mari – celebri o nascosti, torbidi o cristallini – che sono i termini dialettali di significato affine, in questo…

  • L'Etimo Fuggente

    Non avere (che) un’acca da dire

    Per essere chiari e onesti. Questo è davvero un etimo fuggente: ignota è l’origine della parola acca. Della parola che definisce la lettera che in italiano non si pronuncia, pur avendo la stessa lettera nobili ascendenze -si veda lo spirito aspro in greco per esempio-, apparentemente non si sa un fico secco, una cicca, una mazza, un’acca, per l’appunto. Non è così ma le nostre conoscenze restano comunque poche e poco soddisfacenti. Siamo a conoscenza della prima attestazione, che risale al 1388, nell’espressione “avere per men d’un’acca”. E poco altro. È una storia d’emarginazione, quella della parola acca. Tanto che, come s’è visto, è divenuta a pieno titolo anche sinonimo…