Schermi Nel Pagliaio

Daenerys Targaryen: amore, potere e delirio di onnipotenza

Il seguente articolo fa riferimento principalmente al personaggio della serie TV e contiene spoiler riguardo al Trono di Spade.

C’è chi l’ha sempre considerata una spietata e pazza tiranna, interessata solo ai suoi obiettivi e cieca davanti al prezzo da pagare per ottenerli; chi invece vedeva in lei la vera salvatrice, la distruttrice di catena destinata a spezzare la Ruota che da tempo schiacciava il popolo.

Chi abbia ragione, ha in realtà poca importanza: la bellezza di Daenerys Targaryen sta proprio nella sua complessità, che da sempre ha diviso non solo i personaggi de Il Trono di Spade, ma anche gli stessi fan della saga, rendendo impossibile catalogarla, con voto unanime, come personaggio buono o cattivo.

Nelle prime scene della serie, Daenerys ci viene presentata come costretta a vivere con il violento fratello Viserys e da sempre privata di ogni tipo di potere e quindi diritto.

Il primo diritto di cui viene privata è proprio quello di coprire il suo corpo: ci viene mostrata completamente nuda e, anche se il corpo dell’attrice allora venticinquenne Emilia Clarke può ingannare l’occhio dello spettatore, non ci si deve dimenticare che il personaggio che abbiamo davanti è quello di una ragazzina di quattordici anni. La nudità è un elemento importante nel personaggio di Daenerys – sarà completamente nuda anche nella scena finale della prima stagione, simboleggiando una rinascita e il vero inizio del suo cammino –; così come lo è la sessualità: venduta a Khal Drogo, sia nei libri che nella serie TV, il primo potere di cui si appropria è legato alla vita sessuale con il marito, è infatti da quel momento che inizia a sentirsi una Khaleesi. Fin da subito, si riconosce come parte di quel popolo che le ha dato un primo assaggio di potere e cerca di impararne la lingua e di abbracciarne le tradizioni. Le prime ribellioni contro il fratello avvengono proprio perché si sente, per la prima volta nella sua vita, legittimata ad avere potere su se stessa.

“Questo è il mio popolo adesso, non devi chiamarli selvaggi”.

Daenerys a Viserys nella 1×04.

Il potere che Daenerys acquisisce puntata dopo puntata è indissolubilmente legato all’amore: è per amore che Ser Jorah decide di non tradirla ed è per amore che Khal Drogo le promette che la porterà al Trono di Spade.

Il dualismo tra amore e potere è forse ancora più forte quando, nel prendere gli Immacolati, Daenerys sembra più interessata a volerli salvare dalla loro sorte che al loro potere. La scena della quarta puntata della terza stagione, quando uccide con il suo drago lo schiavista, è emblematica per il personaggio di Daenerys sia perché dimostra di poter essere, per quanto assurdo possa sembrare, misericordiosa e crudele allo stesso tempo, sia perché ci mostra come chi offre a lei il suo potere, in questo caso gli Immacolati, lo faccia sempre perché decide di seguirla per amore.

Questo potere che nasce dall’amore che i seguaci di Daenerys provano per lei trova però una forte controindicazione nel metro di giudizio morale di Daenerys. La Khaleesi è un personaggio che non ha mai avuto problemi ad uccidere, in maniera sicuramente violenta, chiunque cercasse di ostacolarla o agisse ingiustamente – si tratti di stupri o schiavitù.

“Io rispondo alle ingiustizie con la giustizia”.

Daenerys nella 4×04.

Nell’analizzare Daenerys è inevitabile un confronto con Machiavelli. Così come lo scrittore italiano non credeva che il principato fosse la migliore forma di governo ma era allo stesso tempo conscio di come un dittatore fosse l’unica soluzione per costruire uno stato unitario e libero in una società corrotta, Daenerys è pronta a macchiarsi le mani di sangue pur di portare la sua giustizia nel mondo.

Quel “fine giustificato dai mezzi” di Machiavelli – che intendeva come unico fine lecito quello di portare il bene del popolo – è il tratto tipico di molti personaggi di potere che, come Daenerys si sentono giustificati e al di sopra di tutte le leggi umane.

Ma perché Daenerys è così convinta che la sua morale sia quella più corretta?

Con concessione di Jacques Lacan – che diceva che i personaggi fittizi, in quanto persone non vere, non andrebbero mai psicanalizzati – si potrebbe arrivare a dire che Daenerys soffra di una sorte di delirio di onnipotenza.

Il delirio di onnipotenza è uno stato patologico in cui il soggetto è convinto di poter esercitare un enorme potere sul mondo circostante, di essere capace di tutto, poco importa se con mezzi leciti o meno. Questa patologia nasce dall’esigenza di sentirsi del tutto autosufficiente ed è spesso conseguenza di un’infanzia fatta di disagi e frustrazioni a cui il soggetto reagisce negando se stesso e la propria fragilità e sentendosi superiore.1

Daenerys non si è mai sentita una ragazza qualunque e il suo destino, così come molto spesso gli stessi personaggi della serie, non gliene hanno mai dato motivo.

“Ci sono momenti in cui stento a credere che tu sia reale”.

Jorah a Daenerys nella 2×05.

Ha riportato in vita i draghi dopo millenni, ha ottenuto un esercito dal nulla ed è l’ultima vere erede di una grande casata – per quanto Jon possa essere un erede più legittimo secondo la linea dinastica, è in qualche modo un Targaryen meno puro, infatti può bruciarsi a differenza della zia. Tutti questi elementi hanno sempre aiutato Daenerys a vedersi come una divinità, per cui è quasi normale che non metta in discussione il suo metro di giudizio, avendo in se stessa una fede cieca, religiosa.

“Ho passato la mia vita in terre straniere. Così tanti uomini hanno tentato di uccidermi, non ricordo tutti i loro nomi. Sono stata venduta come una cavalla da monta. Sono stata incatenata e tradita. Violentata e disonorata. Sai cosa mi ha fatto sopravvivere tutti quegli anni in esilio? La fede. Non per qualche divinità, non in miti e leggende. In me stessa, fede in Daenerys Targaryen”.

Daenerys a Jon nella 7×03.

In particolare una frase di Tyrion nell’ultimo episodio della serie ci fa intravedere una Daenerys che vede se stessa quasi come un messia destinato a portare il paradiso al mondo.

“Lei crede che il suo destino sia costruire un mondo migliore per tutti. Se anche tu credessi questo, non uccideresti chiunque si mettesse tra te e il paradiso?”.

Tyrion a Jon nella 8×06.

Daenerys, che si sente come una salvatrice quasi divina, come tutti i grandi eroi, ha bisogno di un grande obiettivo, nel suo caso la conquista del Trono di Spade.

Ma è veramente ciò che vuole? Nell’ultimo episodio della serie, vediamo una Daenerys che, ottenuto finalmente il trono, incita il suo esercito a seguirla nelle prossime battaglie – l’attrice Emilia Clarke ha riferito che per prepararsi a questa scena si è ispirata ai discorsi di Hitler.1

“Ma la guerra non è ancora finita. Non abbasseremo le lance finché non avremo liberato tutti i popoli del mondo. […] Donne, uomini e bambini hanno sofferto per troppo tempo sotto la ruota. Spezzerete la ruota insieme a me?”.

Daenerys al suo esercito nella 8×06.

Ecco che l’ultimo episodio ci ha regalato una Daenerys quasi flaubertiana: attirata dal desiderio stesso più che dall’oggetto del desiderio. Lei non si sarebbe mai fermata, nemmeno dopo aver conquistato il mondo intero, perché nessuna conquista avrebbe mai potuto saziare la sua sete di potere. Una sete che è sempre stata impossibile da saziare perché come può un personaggio come Daenerys Targaryen – che ha ottenuto quella briciola di potere che le era sempre stata negata, iniziando a combattere – smettere di combattere?

1http://www.marilenacremaschini.it/il-delirio-di-onnipotenza/ .

2https://movieplayer.it/news/il-trono-di-spade-8-emilia-clarke-ispirata-adolf-hitler_67589/ .

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