Generali

Quando non sai che pensare… pesta il pane

Il 6 aprile quotidiani e telegiornali raccontavano la manifestazione dei residenti del quartiere romano di Torre Maura contro l’arrivo di 70 persone di etnia rom nel centro di accoglienza della zona, in via Codirossi. Dimenticati dall’amministrazione romana ed esasperati dalla difficile convivenza con le famiglie rom, i cittadini del posto si sono riuniti per rendere manifesto il loro grande ed annoso disagio. Ad incanaglire ed agitare le persone riunite è intervenuto qualche mastino di prim’ordine di FN e CasaPound: datemi la rabbia e vi solleverò il mondo. La collera e il rancore accumulati da qualche manifestante inferocito sono sfociati concretamente nella disintegrazione dei panini destinati alle famiglie rom e nell’atto di ostacolare il passaggio di mezzi e persone comuni che trasportavano per solidarietà altri alimentari[1]. Immediatamente si è affermato che “calpestare il pane è un gesto desacralizzante”[2] o addirittura che è una “bestemmia doppia” giungendo alla conclusione, ottenuta con un fine sillogismo, che calpestare il pane è calpestare sia Dio che la propria fede.[3] Ma perché percepire solo questo gesto come blasfemo e diabolico e non anche quello, dell’amministrazione cittadina, di voler calcare la mano su una zona sfinita e inacerbita come quella di Torre Maura accentuandone le divisioni interne? In fondo Diavolo non vuol dire “colui che divide”?[4]  

Il gesto compiuto da alcuni militanti di CasaPound e Forza Nuova è stato accusato di blasfemia e in un’onda di corale condanna, nelle varie accuse lanciate, si sono coinvolti Dio, i “promessi sposi”², il sacramento del battesimo, della comunione, Primo Levi (“Se questo è un uomo”)[5], insomma, si sono sfoderate tutte le armi del cattolicesimo e della cultura occidentale per affermare che i colpevoli non avessero nessuna consapevolezza del valore del pane, nessuna sensibilità alla sua sacralità. Ma ne siamo proprio sicuri? Non è forse vero che calpestando il pane le persone coinvolte volevano affermare la sua sacralità … per gli italiani? O, come preferiscono dire loro, per i terremotati? Consultando a questo riguardo la definizione di “sacro” spicca l’accezione semantica “degno di rispetto, inviolabile, intoccabile”: il pensiero che il pane, secondo i manifestanti ingiustamente sottratto agli italiani bisognosi, fosse consegnato nelle mani di sporchi approfittatori, non carica l’alimento di questi precisi significati? Di tutto possono essere accusati coloro che hanno pestato il cibo ma non di non possedere una almeno basilare, anche se puerile ed estremista, concezione di sacro. Ma forse la questione si deve scostare dalla dimensione mistico-religiosa che ha acquistato fin da subito per evitare di diventare una disputa dottrinale e perdere sotto la coltre teologica la propria carica comunicativa.

Proviamo a guardare l’evento da un altro punto di vista:

Da sempre CasaPound e Forza Nuova includono nei loro programmi di partito con grande fierezza dei progetti di solidarietà per aiutare le famiglie italiane in difficoltà. L’attività principale su cui si basa questa iniziativa è l’allestimento di punti di raccolta alimentare, presenti in tutta Italia secondo dei precisi calendari, ai quali appunto è possibile portare dei beni di primissima necessità che verranno poi ridistribuiti agli italiani che ne necessitano maggiormente[6]. L’esistenza di queste iniziative apre un paradosso all’interno di questi movimenti di estrema destra per cui quando compiono gesti come quello del calpestamento del pane sono sia in linea con le loro idee (privare gli stranieri delle cose che in realtà apparterrebbero di diritto agli italiani) sia in contraddizione (distruzione delle cose in questione piuttosto che “restituirle” a coloro ai quali dovrebbero spettare, ossia gli italiani), la volontà di ristabilire una giustizia negata attraverso un ulteriore negazione di giustizia. L’esito non può essere altro che la violenza, il gesto brusco che ambisce alla risoluzione immediata e definitiva di questo contrasto che è però inconciliabile. Il gesto di Torre Maura è quindi, oltre ad un’ovvio sfogo di violenza, il segnale di una insanabile contraddizione all’interno delle politiche dei movimenti. L’apice sarebbe vedere i due movimenti distruggere schiere di appartamenti, calpestare smisurate derrate alimentari, bruciare migliaia di vestiti destinati agli stranieri e poi rivendicare il gesto in onore degli italiani bisognosi. Sarebbe paradossalmente divertente.


[1] https://video.repubblica.it/edizione/roma/torre-maura-nuova-lite-sul-pane-i-residenti-bloccano-la-consegna-ai-rom-e-si-spartiscono-i-panini/331327/331926

[2] https://www.agi.it/blog-italia/idee/rivolta_pane_torre_maura-5271901/post/2019-04-04/

[3] https://www.agi.it/blog-italia/idee/calpestare_pane_bestemmia-5271773/post/2019-04-04/

[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Satana

[5] https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/04/03/news/la_rivolta_contro_i_rom_di_torre_maura_e_il_pane_calpe_estato-223169557/

[6] http://www.forzanuova.eu/solidarieta-nazionale/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *