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Il provvedimento per la legittima difesa: cosa cambia?

Il 6 marzo 2019 la Camera dei deputati ha approvato con 373 voti favorevoli il disegno di legge sulla legittima difesa, che a partire dal 26 marzo passerà il vaglio al Senato.

Il provvedimento, votato da tutto il centrodestra e da parte dei Cinque Stelle, sembra avere particolare importanza per la Lega che, durante la campagna elettorare, si era concentrata principalmente su due temi: l’immigrazione e, appunto, la legittima difesa.

Bisogna innanzitutto chiarire che questo provvedimento altro non è che una modifica di una legge già in vigore, quella del 2006, di cui verrebbero modificati solo alcuni articoli, tra l’altro nemmeno importantissimi.

Le modifiche sono le seguenti:

  • l’aggiunta dell’avverbio “sempre” nell’articolo 52 del codice penale, in cui si specifica che la proporzionalità tra offesa e difesa sussiste sempre se l’aggressione avviene in casa o sul luogo di lavoro;
  • l’aggiunta di un comma nello stesso articolo che definisce la difesa “sempre legittima” se qualcuno sta respingendo una violenza o una minaccia;
  • la modifica dell’articolo 55 del codice penale, dove si stabilisce che non si può essere colpevoli di eccesso di legittima difesa se ci si sta difendendo da un’aggressione nella propria abitazione – concetto comunque già presente nell’articolo 52;

Quindi cosa cambia? In realtà ben poco. Sarebbe comunque legittimo il difendersi se vittime di aggressione nella propria abitazione, verrebbe comunque considerato reato il vendicarsi sparando ad un ladro che sta scappando e verrebbero comunque sempre interpellate le forze dell’ordine e gli organi giudiziari.

Ha quindi torto chi immagina scenari apocalittici ma anche chi, con grande soddisfazione nella voce, gode di una legge che finalmente danneggia i ladri e non le vittime. Questo perché non è cambiato, o meglio non cambierebbe, nulla di sostanziale.

Ciò che davvero è interessante, è stato il risalto mediatico dato al provvedimento.

La reazione del centrodestra – che ha esibito in aula degli striscioni con scritto “finalmente una cosa di centrodestra”, è, per quanto forse buffa ed esagerata, almeno comprensibile a livello propagandistico: non è un grande cambiamento, ma si vuole dare risalto ad una questione che sta molto a cuore all’elettorato di destra.

Meno comprensibile è stata la reazione dei Cinque Stelle, con Di Maio che prende le distanze affermando in un’intervista a Rtl che “è sicuramente una legge delle Lega, non è che ci sia tutto questo entusiasmo nel Movimento Cinque Stelle. È nel contratto e io sono leale al contratto”. La Sinistra ha addirittura utilizzato parole come far west.

Se la Destra ha in mente la propaganda quando dà risalto a questo provvedimento, quale ragione spinge la Sinistra e i Pentastellati a dargli più importanza del necessario?

C’è chi ha visto in una maggiore diffusione delle armi una disastrosa conseguenza a questa legge, con l’Italia sempre più simile agli Stati Uniti. Se questo è il caso, non sarebbe una tattica migliore quella di fare buona informazione e chiarire a tutti che la difesa è legittima solo se è difesa e non vendetta, piuttosto di fingere che il governo sia improvvisamente diventato più clemente nei confronti di chi ha il grilletto facile, tra l’altro diffondendo un’informazione che potrebbe risultare dannosa se presa per vera? Sembra che ancora una volta si sia scelto semplicemente di insultare l’opposizione piuttosto che operare una scaltra mossa politica.

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