Scienz'altro

Adulti e vaccinati

Contiene più di 4000 sostanze chimiche.
Tra i suoi componenti ci sono: formaldeide, acetone, etanolo, urea, deidroepiandrosterone, albumina, fibrinogeno,eritrocruorina, clorocruorina, pigmenti di metalloproteine, magnesio, cloruro, urea, acido urico e almeno venti tipi di altri acidi.
Quasi tutti i suoi elementi chimici possono, a determinate concentrazioni, uccidere bambini e adulti.
E’ così invasivo che ogni bambino nasce già con alte concentrazioni delle sostanze sopracitate nel suo piccolo corpo.
Alcuni dei componenti chimici al suo interno sono stati utilizzati in moltissime applicazioni industriali e addirittura per produrre esplosivi.
Gli operatori sanitari, le aziende farmaceutiche e i governatori spendono ogni anno miliardi per finanziarne la lavorazione.
Per motivi di credo o di convinzioni personali migliaia di individui si rifiutano di permettere ai medici di introdurlo nel loro corpo.

Stiamo parlando di vaccini. O magari no.
Quanto appena letto descrive il sangue, proprio quei 5 litri che scorrono dentro di noi, che ci tengono in vita.
Incredibile come dei paroloni a prima vista incomprensibili, così lunghi e complicati, accompagnati da qualche informazione posta in un determinato modo e dall’impressione che sia in atto un complotto contro di noi, possano immediatamente allarmarci. Sappiamo di non doverci preoccupare del nostro sangue, sappiamo che ci tiene in vita, ma certe parole possono ugualmente influenzare la percezione che abbiamo di esso, la sensazione irrazionale di avere dentro di noi sostanze che faremmo meglio a temere.

Per capire come ciò riguardi anche il mondo delle vaccinazioni ci viene in ausilio il termine “isteresi”: la persistenza di un determinato effetto anche dopo il cambiamento delle condizioni interne a un sistema.
È molto difficile superare la convinzione che un vaccino sia associabile a eventi negativi una volta che ne sono state messe in dubbio efficacia e affidabilità.
Il 28 luglio 2017 su Twitter si registrano oltre mille tweet all’ora che fanno balzare al primo posto degli argomenti più discussi l’hashtag #NoVax. Proprio quel giorno il “decreto-legge prevenzione vaccinale” viene convertito in Legge dal Parlamento, portando con sé l’obbligo di dieci vaccinazioni gratuite (dalle quattro di prima) che diventano inoltre requisito di ammissione ad asilo nido e scuola dell’infanzia. Anche le vaccinazioni consigliate salgono, da zero a quattro, e sale insieme a loro la sanzione amministrativa nel caso in cui una famiglia si rifiuti di far vaccinare il figlio: dai 100 ai 500 euro.
Da qui, gruppi già attivi precedentemente quali “Vaccini Basta” o “Comilva” alzano la voce per combattere ancora più duramente questa legge che, stando a loro, priva le famiglie della libertà di scelta e della facoltà di essere responsabili del proprio corpo e di quello dei figli.
Così oggi i nemici più temuti da combattere sembrano essere l’anti-poliomielitica, l’anti-difterica, l’anti-tetanica, l’anti-epatite B, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus Influenzae tipo b, l’anti-morbillo, l’anti-rosolia, l’anti-parotite e l’anti-varicella. O meglio, il governo, le industrie farmaceutiche, i medici, gli uomini di scienza, la scuola che vuole escludere, le mamme e i papà pro-vax.
Roberto Burioni, virologo italiano, sembra essere più di tutti nel mirino dei no-vax. Autore di “Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire con i ciarlatani”, “Il vaccino non è un’opinione” e “La congiura dei somari. Perché la scienza non può essere democratica”, sta portando avanti un’accesa battaglia contro la disinformazione e la sfiducia nei vaccini.

“Dobbiamo continuare a difendere la ragione e la scienza, cioè quel metodo che ha permesso alla medicina di vincere malattie un tempo incurabili e che oggi è sotto attacco da parte della disinformazione. Non possiamo mettere ai voti le dosi di antibiotico da somministrare a un malato. La scienza è fatta di discussioni, sì, ma che devono seguire le regole della scienza. Internet ha illuso che tutto possa esser messo in discussione. Non si può lasciar spazio alle bufale, in campo medico le fake news possono uccidere ed è un dovere civico smascherarle”

Si evince chiaramente, dalle sue parole, la colpa che egli addossa ad Internet.
In un mondo in cui tutti, ormai, siamo diventati dottori digitando i nostri sintomi e trovando una risposta autonomamente, è difficile non lasciarci sedurre da semplici rimedi e comode cure.
Ecco che vitamine per guarire il diabete, bicarbonato per contrastare i linfomi, urina di capra contro il cancro, alimentazione naturale per guarire l’Aids si presentano più rassicuranti, più alla nostra portata. Alla nostra portata, sì, perché i paroloni medici, le sostanze chimiche, gli aghi, le siringhe non lo sono, ci fanno paura. È sufficiente appellare come stupidi e irragionevoli gli avversi ai vaccini, pensare che siano solo un pugno di sciocchi disinformati e irrazionali stolti? È facile demonizzare un parere anti-scientifico, lo è meno chiedersi come mai la scienza medica stia perdendo la fiducia dei cittadini.
Nel 2019 una quotidiana prescrizione medica è diventata una tirannica imposizione, ma quali sono le basi di questa crisi, quale il terriccio in cui questa affonda le sue radici?
Se è vero che la scienza si è evoluta, di certo non l’ha fatto il paziente, con le sue paure, i suoi dubbi da risolvere, la sua sofferenza e il suo bisogno di sentirsi capito e ascoltato. La medicina si è forse dimenticata di questo: si è specializzata, ci ha regalato dottori sempre più prestigiosi e preparati, ma preparati nel loro ambito specialistico. La storia clinica di un paziente vede oggi la firma di decine e decine di medici, eccellenti nei loro studi e nella loro conoscenza, forse meno nella solidale e umana consapevolezza di avere davanti a loro un individuo spaventato. “È inutile – dice Burioni – aver sviluppato delle cure che guariscono il 90% dei bambini da un linfoma se poi i genitori non si fidano di noi e portano i figli dai ciarlatani che li curano con il bicarbonato”. Le perplessità di una famiglia con un bambino sano che viene sottoposto a iniezioni obbligatorie imposte dallo Stato devono essere ascoltate e deve essere smentita la pericolosa sensazione che le informazioni dei dottori siano, insieme al dio denaro che governa le lobbies farmaceutiche, complici di un complotto contro la nostra salute.

Si può aprire un qualsiasi browser di ricerca per leggere fatti allarmanti: un medico anti-vaccinista pubblica un annuncio su Facebook affermando di “cercare un bambino per un esperimento”, probabilmente per dimostrare l’inutilità di iniezioni simili utilizzando un bambino-cavia; la deputata del Movimento 5 Stelle Sara Cunial paragona i vaccini a un “genocidio gratuito”, “un’eutanasia di massa”; la psicoterapeuta Loretta Martello, accanita no-vax, afferma che “quando si somministra un farmaco che fa scomparire un sintomo, questo ritorna nell’astrale, poiché nell’anima stanno le radici della maggioranza delle malattie che conosciamo, tanto che quel sintomo si manifesterà dopo qualche tempo in un’altra forma di malattia fisica o psichica”, asserendo l’inutilità di combattere in questo modo le malattie dal momento che esse hanno unicamente “lo scopo di farci prendere consapevolezza”; Valeria, mamma di Federico, morto a 15 anni di meningite e non vaccinato, viene accusata dopo il suo appello “Vaccinate i vostri figli” di strumentalizzare la scomparsa del ragazzo, di fare propaganda, di favorire l’informazione a senso unico, addirittura di aver inventato la notizia; Matteo, 8 anni, Roma, dopo aver sconfitto la leucemia non può rientrare in classe per la presenza di 24 bambini non vaccinati all’interno della scuola, 5 solo nella sua classe, le cui mamme si sentono “violate nella loro privacy” dinanzi alla richiesta della famiglia di Matteo di presentare i libretti delle vaccinazioni dei figli.

Non basta che YouTube decida di rimuovere le pubblicità dai video con contenuti “no-vax” in quanto “pericolosi e dannosi”, ora la medicina deve contrastare l’oscurantismo che la sta avvelenando.
Esso, come un virus, ha sviluppato resistenza all’antibiotico che fino a questo momento lo aveva combattuto, mostrandosi come una serpe in seno che il recupero di un’informazione trasparente e di un’umana attenzione nei confronti del paziente devono combattere.
L’efficacia dei vaccini è stata in questi anni anche la loro condanna, la scomparsa di certe malattie infettive ha compromesso la percezione dell’importanza della lotta contro di esse, la legittimità di autodeterminazione e la libertà di scelta vengono fraintese e poste in antitesi alla salute pubblica.

Ci si appella alla scienza e all’altruismo, alla consapevolezza che i vaccini siano sigarette al contrario, che facciano bene a se stessi e anche agli altri attraverso l’immunità di gregge, alla speranza che venga contenuta questa dilagante contestazione dell’autorità del sapere medico e alla speranza di non leggere più di certe fuorvianti teorie in un paese di individui adulti e vaccinati…o forse no.


https://www.linkiesta.it/it/article/2018/10/10/burioni-bufale-e-novax-e-colpa-dei-medici-che-si-sono-allontanati-dai-/39702/

https://www.wired.it/scienza/medicina/2019/01/11/novax-successo-isteresi/

http://www.psychiatryonline.it/node/7552

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